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IL MANIFESTO DEI CUSTODI DEL LAMBRUSCO FIRMATO DA 27 AZIENDE TRA MODENA E REGGIO EMILIA

IL MANIFESTO DEI CUSTODI DEL LAMBRUSCO FIRMATO DA 27 AZIENDE TRA MODENA E REGGIO EMILIA

È un vino che si adatta perfettamente ai gusti delle nuove generazioni e che affronta con successo le sfide dei cambiamenti climatici: il Lambrusco nelle sue molteplici declinazioni (ricordiamo le più note: Sorbara, Salamino di Santa Croce, Grasparossa di Castelvetro) ha trovato ora degli appassionati sostenitori. I Custodi del Lambrusco, dopo la conferenza stampa di presentazione del progetto nel marzo scorso, hanno ora siglato un Manifesto in cui i 27 firmatari, tra aziende grandi e piccole delle province di Modena e Reggio Emilia, dichiarano di voler custodire, proteggere e rilanciare questo nettare troppo spesso considerato un vinello semplice e beverino. Così si legge nel documento: “Siamo un gruppo che si nutre delle differenze del singolo e siamo singoli produttori che diventano forti in un gruppo. Il Lambrusco è un vino in cui storia e futuro si uniscono nel presente. Crediamo nella tradizione, nella ricerca, nella cultura, nel passato, nella capacità di visione: tutti insieme. Siamo Custodi di un cambiamento culturale. Questa è la nostra piccola rivoluzione gentile. Quella in cui diciamo al mondo intero, e senza filtri, che il Lambrusco non è un vino banale. Il Lambrusco è tante storie belle e possibili, non fermiamoci alla prima”. Ci attendono quindi tante iniziative per far (ri)scoprire la grandezza del Lambrusco.